![]() |
|
Alla
riscoperta delle voci perdute Il
ritorno delle voci tenorili Questo
indimenticabile, grande artista, ha fatto il miracolo: ha fatto
risorgere le voci tenorili, la grande scuola italiana dei tenori. Possiamo
con certezza confermare l’inversione di tendenza, la fine del pianto
comune del: “ non ci sono più giovani voci tenorili”; per chi come
noi frequenta i teatri
lirici italiani è luogo comune assistere al collettivo lamento. Ovvia
conseguenza è
l’assenza dai cartelloni dei
teatri italiani di voci italiane
in particolar modo delle voci tenorili. Le
voci italiane ci sono, bisogna incoraggiare i giovani, bisogna prendere
l’esempio dal Teatro Verdi di Buscoldo,
che con grande sacrificio persevera nella ricerca di nuove voci, di
nuovi talenti. I fortunati ascoltatori che domenica sera hanno assistito al concerto dei finalisti si sono resi conto subito del miracolo che stava avvenendo, quello della rinascita delle voci italiane, in particolar modo delle voci tenorili. Il
risultato, in toto condivisibile, espresso dalla giuria a cui va il
nostro plauso per la serietà del lavoro svolto, era composta da
illustri personaggi del mondo del teatro musicale come il tenore Paolo
Barbacini, il baritono Maurizio Scarfeo, il
mezzosoprano Paola Fornasari Patti, il direttore d’orchestra
Franco Placci, il Presidente del concorso e segretario del Teatro
Sociale di Mantova Ezio Ricci, il
direttore artistico del Teatro Verdi Daniele
Anselmi direttore artistico del concorso, dal manager musicale Alessando
Andreoli. Il
primo premio è stato assegnato ex aequo al tenore
italiano Antonino Interisano
voce gloriosa dallo squillo guerresco e dal nobile fraseggio;
(sentiremo molto presto parlare di questa straordinaria voce, farà
certamente onore alla tradizione italiana dei tenori),
e al baritono coreano
Gu Bon Gang, altra voce
molto interessante, di sicura musicalità e dalla qualità vocale di
indiscutibile valore, Il
secondo premio è stato asseganato al soprano
abruzzese Olga Scalone, fine
musicista dalla voce autoritaria e soave, di straordinaria presenza
scenica, di significativo pathos sul pubblico per il suo
fraseggio di rara intensità, voce a cui auguriamo una radiosa
carriera; il terzo premio al tenore
italiano Roberto Costi,
altra degna voce a rappresentare la scuola italiana, dallo
squillo sicuro, bellissimo colore, dall’acuto vivace e
luminoso. Doveroso
congratularsi con gli organizzatori, con il direttore artistico e con
quanti hanno collaborato al buon esito del concorso, in particolar modo
alla Banca Agricola Mantovana che ci risulta essere lo sponsor
principale. Auguriamo
ai vincitori una carriera luminosa. Sia loro di buon auspicio, il teatro
Verdi di Buscoldo e
l’anno Verdiano, il 2001.
|