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Laboratorio di
creazione e ricerca Teatrale. e Laboratorio di Scrittura Creativa Applicata alla Drammaturgia. Nuovi corsi a TEDAVI'98 (Firenze) e Istituto Linguistico Mediterraneo (Pisa) Vi informiamo che sono aperte le iscrizioni ai seguenti Laboratori condotti da Jeronimo Casas. Nato in Argentina. Attore, regista, drammaturgo e insegnante teatrale. Ha lavorato in Argentina, Spagna e Italia. Presso la sedeTedavi'98. Firenze. I due laboratori. Presso l'istituto Linguistico
Mediterraneo. Pisa. Proposte..... Laboratorio di creazione e ricerca Teatrale. "l'attore come creatore scenico" L'attore creatore è quello che cerca
continuamente la propria teatralità. La sua. Individuale ad ogni artista.
L'attore è l'elemento determinante del "teatrale", il motore
creatore della scena, persona che pensa, sente e ragiona, Inizio mercoledì, 24 Ottobre 2001 -
18.30 / 21.30 Laboratorio di Scrittura Creativa Applicata alla Drammaturgia Una ricerca, un cammino che permette di affrontare la creazione letteraria e scenica in tutta la sua magnitudine e valorizzare le arti. Un'alternativa per potenziali scrittori (teatrali e non), attori, registi, autori teatrali, artisti scenici, che troveranno, nel transito di variabili creative, proposte per lo sviluppo dell'immaginario personale e della molteplicità creativa. Quindi, partendo dalla drammaturgia, formare un genere e uno stile che identifichi e rappresenti l'artista. A Firenze A Pisa Ulteriori informazioni: Il profilo del creatore
scenico. Alle porte del secolo XXI, o meglio, transitando le sue prime stanze, babeliche e caotiche dovremmo domandarci: qual'è il profilo del creatore teatrale? Come dovrebbe posizionarsi l' attore, o il teatrante? Come affrontare la creazione, la teatralità, il discorso e la produzione? Insomma... Qual' è il modo adeguato per esprimerci teatralmente nella nostra contemporaneità? Siamo in tempi vertiginosi, di velocità, di caos, di sensi mescolati, dell' univoco e del plurale, del teatro e del metateatro, dell' artistico e del multiartistico. Società, pensiero e cultura, eterogenea-schizofrenia, che formano parte di un collage del quotidiano che ci propone nuovi punti di vista e possibilità di abbordare il "teatrale". Nel percorso della storia, il teatro, come tutte le arti, ha subito cambiamenti, modificazioni, influssi, dovuti alle diverse condizioni culturali, tecnologiche, economiche, filosofiche, politiche, sociali, ecc. E' parte dell'arte, e un componente essenziale, appropriarsi di queste modificazioni, è una qualità importante, quella di adattarsi alla continua riformulazione di estetiche. Tutto ciò converte il teatro in "un'arte viva", potente, che indaga e provoca, intrattiene e commuove, soltanto per citare alcuni obiettivi della sua specificità. Considero, che nella cultura di oggi ed in modo particolare del "fare teatro", sia necessario rivedere continuamente la sua storia, la sua funzione, la sua essenza, i suoi cambiamenti ed i fenomeni che hanno lasciato tendenze ed estetiche. Ricorrendo a metodi e ad analisi opposti, contraddittori, distanti tra loro, sarà possibile trovare un'espressione che si accordi ai nostri tempi. Affrontare nelle sue parzialità uno di questi metodi, non risolve il problema dell' espressione. Rischiamo di cadere nell' accademico, nell' antropologico, o meglio, in risultati teatrali che si avvicinano al prevedibile, al conosciuto, all' ovvio per lo spettatore. Conoscere la storia, le varie forme dell' arte e assorbire dalla realtà i fenomeni che ci circondano e con i quali conviviamo. Ricercare continuamente e instancabilmente per acquisire nuove risorse utili per la costruzione scenica. Ripercorrere e riflettere significa, quindi, capire le virtù ed i difetti dell'arte. Indagare e modificare stili instaurati nelle loro tipologie. Cercare continuamente la propria teatralità, individuale ad ogni artista, all'attore, elemento determinante del "teatrale", il motore creatore della scena, persona che pensa, sente e ragiona, esprimendo la sua posizione in questo mondo. Non esistono metodologie uniche, forse un giorno ci saranno, ma quel giorno, il teatro e l'arte moriranno per aver perduto la loro vitalità, aver perso la loro inquietudine. L'attore vivo, è quello che propone con la sua creazione. E' quello che presenta continuamente nuovi orizzonti al regista e al pubblico, che è un "tiranno addormentato". Abituato, e male, ad un teatro che poche volte trasmette emozioni o provoca nella sua forma e contenuto. Però, non dimentichiamo lo spettatore, che addormentato nelle poltrone governa come nell' epoca del Circo Romano, aspettando di vedere nell' attore, non un' immolazione sacra, ma un rischio e un compromesso da parte dell'artista, desidera vedere ancora nel suo letargo, un fatto vivo, come quello del TEATRO. Per tanto, quelli che educano, lavorano, fanno, pensano e scelgono il teatro come un'arte e non come un divertimento effimero o come una terapia superficiale, e lo difendono perchè trovano in esso una possibilità di espressione e di comunicazione, devono formare il pubblico. Adeguandosi alla velocità dello spettatore nella sua percezione e ricezione, affrontando le sue paure e confrontando le sue opinioni; incentivando l' artista nella sua profonda e unica funzione, quella del CREATORE. E' così, che considero che in questi tempi il teatro, come sempre ha fatto, possa sopravvivere. Come un risultato di OPERA VIVA, in cui l' azione accade solamente nel momento della rappresentazione, o meglio nella presentazione di un CREATORE VIVO. Scrittura creativa applicata alla drammaturgia? Cos'è la drammaturgia? Qual' è la situazione attuale della creazione drammaturgica? Qual' è l'intenzione di questo laboratorio? di Jerónimo Casas Non è facile definire un termine così
ampio come quello della "drammaturgia", ma posso rischiare
citando alcune definizioni installate nel mondo dell'arte. Antecedenti di Jerónimo Casas. |