MUSICA
IMPRESSIONI DI VIAGGIO
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"Voglio
giocare con la musica non ho tempo per l'amore" Il 2001 di Carmen
Consoli è come l'albero della cuccagna. È la prima volta, al di là dell'esperienza estemporanea del Festival, che canto con un'orchestra. È uno dei sogni più belli della mia vita. E oggi si concretizza». Lei si esibisce con l'orchestra a Taormina, Elisa a Roma. Le due cantautrici rock più amate d'Italia osano contemporaneamente la strada più difficile. È un caso? «Sarà pure una coincidenza, però è vero che entrambe amiamo metterci alla prova con avventure musicali ogni volta più impegnative. Quando ci troviamo in qualche manifestazione comune, spesso ci capita di far notte in albergo improvvisando musica insieme. Ci piace cantare in coppia, l'abbiamo fatto anche in tv, facendo «Mrs. Robinson» in un programma della Dandini. Non c'è competizione, fra di noi. Solo amicizia e stima reciproca». Come si è preparata all'evento? «Lavorando sodo, con umiltà. È da sei mesi che siamo impegnati su questo obiettivo. Il mio gruppo e l'orchestra parlano linguaggi diversi, eppure si stanno incontrando. Quanto a me, ho dovuto familiarizzare con gli spartiti, le chiavi, le arcate, i tempi, i vibrati sullo strumento... Non posso sbagliare nulla, devo essere precisissima sull'intonazione, sulla battuta. Se me ne scappa una in più vanno fuori tutti. Stavolta ho gli spartiti davanti a me, sul leggio». Come Pavarotti. «Come Big Luciano, sì. Infatti ho la sua stessa marca di microfono. Ma non la stessa emissione». Non le sembra che sessanta musicisti sul palco siano un po' troppi, per una cantante di estrazione rock? «Chissà. D'altronde sono una a cui piace esagerare. Sempre. Stavolta poi non ho in pugno la situazione, e la cosa mi eccita anche di più. Il maestro diceva: iniziate dalla battuta 121... E io: cosa?». Appunto: cosa la spinge a cercare un'avventura così rischiosa nel momento in cui la sua fama già si espande anche in Europa? «Gli stimoli. Io vivo di musica, e se non mi nutro di esperienze nuove non sono sazia». Di questo passo rischia di diventare obesa. «Non parliamo di questo argomento, per carità, che già sulla linea mi faccio un mucchio di problemi. Lo confesso: sono diventata maniaca. Al punto che, durante l'ultimo tour, mi pesavo tutte le mattine. Lo facevo appena sveglia, in albergo. Il guaio è che negli alberghi quasi mai c'è una bilancia in camera. Mi toccava comprarmela da me. Solo che poi la dimenticavo regolarmente in albergo. E nella città successiva ne acquistavo un'altra». Ha mai pensato che sarebbe più economico rivolgersi a un dietologo, o direttamente a uno psicologo? «In effetti ho un amico psichiatra che mi ha consigliato di posare la chitarra per tre anni». Ma lei non lo ha ascoltato. «E come potrei? Senza musica mi sento persa. Questo è il mio momento, devo andare fino in fondo. O lo faccio ora o non lo faccio più. Con il rischio di rimpiangere per tutta la vita di aver perduto il treno che passava». Però ci sono altri
treni importanti che passano alla sua età. Quello dell'amore, per
esempio. «Non ho tempo, per quello. E poi sono una ragazza solitaria,
è difficile stare insieme a me. Ho giusto qualche amico che mi sopporta
e accetta i miei limiti, i miei distacchi. I fidanzati durano due mesi
al massimo, poi mi mandano a quel paese». |