MUSICA
IMPRESSIONI DI VIAGGIO
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"La vera
libertà è cambiare " ROMA - Sabato scorso ha chiuso Arezzo Wave con una performance trionfale davanti a più di ventimila spettatori. E mentre il suo tour prosegue per l'Italia fino al 24 luglio, Elisa si concede stasera un «fuori programma» a Roma, per un pubblico ristretto di 600 persone, partecipando, all'interno del cartellone di "FontanonEstate 2001", ad un concerto trasversale ai generi: «Elisa & The Orchestra feat. DJ Spacer & Andrew Skeet». «The Orchestra è un organico di abilissimi sperimentatori, lavorare con loro è un'esperienza bellissima, che ho vissuto la prima volta alla Royal Albert Hall di Londra lo scorso novembre», racconta Elisa «Come allora, canterò Smile, un brano di Spacer. E poi una manciata delle mie canzoni, così come le saprà reinventare il gruppo». Elisa è galvanizzata dall'idea di sperimentazione che muove lo spettacolo. Tant'è, improvviserà in diretta i suoi interventi. «Lavorerò su una struttura libera. Io avrò la mia melodia, loro la libertà di cambiarle tutto attorno. In fondo anche durante i miei concerti ho uno spazio tutto acustico ed è lì che nascono le sorprese più belle, in maniera spontanea. Gli arrangiamenti delle canzoni sono come dei vestiti: io resto fedele alla melodia, l'abbigliamento posso cambiarlo a seconda dell'umore. E i miei compagni d'avventura sono sempre di ottimo umore». Un gioco colto, insomma. «Più che altro conscio», ribatte la cantante «il fatto è che, artisticamente, puoi possedere tutte le informazioni del mondo, ma tutto dipende da come le usi». Elisa si compiace che, nella stessa
domenica, anche Carmen Consoli si cimenti con la grande orchestra. «L'ho
saputo per caso da Paola Turci, che è amica di entrambe. Se ci fossimo
messe d'accordo non saremmo mai riuscite a organizzare un concerto con
l'orchestra nella medesima giornata. Da quel che ho potuto capire, i due
concerti sono diversissimi. Però abbiamo un sentimento che li accomuna:
la passione». Ma Elisa cosa si aspetta dallo spettacolo del Gianicolo?
«Niente più che divertimento: il mio, quello dei musicisti sul palco,
e soprattutto quello del pubblico». |