MUSICA
IMPRESSIONI DI VIAGGIO

Nuovo CD, Tour, Radio, sito di un testimone di sbandamenti
Manu Chao capostazione della esperanza
"Ho l'impressione di aver vissuto mille vite, intensamente…"

Clandestino è stato come un bambino, cresciuto tutto solo e le sue canzoni sono passate da finestra a finestra come certi ritornelli popolari - racconta Manu Chao - .

La madre di questo bimbo sono stati i miei viaggi, e i miei amori. Ho l'impressione di aver vissuto mille vite, intensamente… e in vari posti del mondo. La mia memoria è confusa, a volte precisa. E come se avessi una piccola polaroid nella testa e negli occhi, per registrare piccole melodie, piccole frasi". Da un immenso materiale di musiche, voci, cori, proveniente da tutto il mondo, dall'incontro con musicisti eccezionali (a detta dello stesso Manu) come i siciliani Roy Paci e Rosario Patania, i brasiliani Valeria, Paco Pigall, Paco Meslouhi, l'algerino Rabah Khalfa, Anouk, dal rimescolamento con le suggestioni oniriche della voce di Yuri Gagarin, delle radio Reloj (Cuba), Community Voice (Soweto), della meteorologia marina di France Inter, estratti da Come nascono i bambini? La verità sulla nascita dei bambini, con l'aiuto del fedele Renaud Létang, Manu Chao è riuscito infine a chiudere un disco atteso da tre anni. Pròxima estaciòn... esperanza dura 45 minuti: 17 pezzi che fluiscono uno nell'altro.

E' un diario di viaggio, una simulazione di radio ad onde corte; a girare la manopola e a rianimare stazioni, ricordi, luci di stelle, fossili abbandonati, sono Manu o il caso. L'atmosfera è mutevole e dolce: swing, reggae, bossanova, cucaracha, rumba, rap, il vento che soffiava in Clandestino, la risacca del mare, come in un film.
"Uno dei grandi paradossi del disco - dice ancora Manu - è che ho tante canzoni nuove e in questo cd ho utilizzato la metà dell'altro disco. Ma è il mio piccolo universo, il mio marchio di fabbrica, i miei piccoli suoni". Il "ting!" di Bongo Bong e il"tijou": i suoi piccoli folletti.

Vagabondo, re del riciclaggio, giocoliere, zapatista dionisiaco: è stato definito con fantasia, canta il disincanto "con incanto", mescola lacrime d'oro con la resistenza dell'allegria. Il cd è come una sola canzone, disseminata di messaggi che germineranno nel tempo.

Il disco che è uscito si è nutrito di tutto ciò che è rimasto nell'ombra. Ma nel disco si ritrovano tutti i piccoli fantasmi.
Incomincia con un blues felice (Merry), termina con Infinita Tristeza. Qualcuno si lamenterà delle filastrocche, della facilità incantatoria di Me gustas Tu o La Primavera o non apprezzerà il paziente e umile lavoro di sottrazione per far cantare, ad esempio, in Bixo e nel suo seguito naturale Eldorado 1997 solo il ritmo catturato nel povero Barrio di St. Teresa di Rio de Janeiro, una cantilena che diviene drammatica con la tromba di Roy Paci che ci sorprende con malinconia divina come in un film noir degli anni '40.

Manu Chao fa sparire Manu Chao, per farci vedere solo le strade di Rio, per ricordare le favelas con gli assoli di un siciliano che ha saputo suonare nelle bande municipali dell'America Latina.
Un solo cd non poteva contenere tutta la musica ascoltata e "ritagliata" in mezzo mondo, tutti gli amici conosciuti nelle sue due tournées latino-amencane incendiarie del 2000, dalle prigioni cilene alle fabbriche occupate in Bolivia, dalle Madri dei Desaparecidos ai Sem Terra brasiliani.

"E' mezzanotte a Tokio, sono le cinque nel Mali. Che ore sono in Paradiso?" si chiede Manu, con radici in tante città, con la vocazione marinara dei galiziani. Ma il pirata delle otto piste e di Internet ha trovato nuovi sistemi per far ascoltare il mondo che a lui chiede aiuto per essere ascoltato, lavozdelossinvoz (la voce di quelli senza voce):
1) un sito, www.manuchao.net, che sarà una carta geografica di tutto il mondo per scambiare notizie, musica, video, nella meticcia comunità di coloro che amano la sua musica, ma anche il SubMarcos (che, anch'egli re del patchwork poetico-politico-mediatico, nella Selva Lacandona canticchia Manu Chao e La vida es una tombola, canzoncina popolare di Marisol, così racconta Manuel Vàsquez Montalbàn) e la sua alegre rebeldia alla globalizzazione e alla rassegnazione.
2) Una radio effimera, Radio Bemba Online. E stato un esperimento, dal 28 maggio al 3 giugno. Trasmetteva dalla stazione Metro di Ménilmontant di Parigi ribattezzata "Esperanza" in onore di Manu. Dal Café Babel, maestro di cerimonie il fratello Antoine: pirateria radiofonica, dal Brasile, da Cuba, Barcellona, Madrid, Sound System, tarantella power, Radio Contrabanda, il concertino di Manu negli studi di Radio Popolare, Sound System, un live dal garage Citròen, un piatto misto in tante lingue come nel cd, per immettere "di persona" nel web antepnme del cd e inediti.
3) La tournée per far sentire 60 pezzi, vecchi gioiellini dei Mano Negra, Senior Matanza trasformato in ballata, rivisitazione di pezzi con arpeggi flamenco, la saudade del futuro, inediti, Sound System con Djbi degli Assassin (rap francese) come toaster e lo stesso Roy Paci raggamuffin siciliano. Un Giramundo Tour in Europa e un cd per finanziarsi un treno di musica in Africa e forse una casa discografica per produrre in libertà musica, sua e di altri.
"Helno è andato in Paradiso. La tua candela è morta - canta Manu -. Aprimi la tua porta. Prestami la tua penna per scriverti ancora una parola". Apprendista stregone, Mano chiede in prestito ai vecchi cantastorie di Cuba e del Brasile, alle musiche popolari, al cinema, alla radio, penne incantate per scrivere canzoni, in mezzo ai rifiuti e contro l'incubo dell'oblio in un mondo così veloce, con l'arte del riciclaggio e con amore, Manu Chao cerca una stazione di speranza per treni smarriti che vanno in capo al mondo.

Francesca Granari
(Il Giornale della Musica)