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Cresce il divertimento in Italia
Imprese di spettacolo +7,9%,
parchi +7,8%, discoteche +6,3%
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Le
notti d’estate conquistano gli italiani. Le imprese che si occupano di
organizzazione di spettacoli aumentano in un anno del 7,9%. Cresce anche
il settore dei parchi di divertimento e luna park del 7,8%. Bene (+6,3%)
le attività nel settore discoteche, sale da ballo, night club. Tra le
regioni si distinguono Lombardia e Sicilia per spettacoli (637 e 424
imprese), Campania per parchi divertimento (48), Lombardia e Emilia
Romagna per discoteche (285 e 231). Guadagnano posizioni tra gli altri
Calabria per gli spettacoli (da 76 a 84 imprese), Sicilia per parchi
divertimento (da 15 a 25), Toscana per discoteche (da 152 a 164). Tra le
province italiane, protagonista delle serate Milano, prima per gli
spettacoli, con 425 imprese. E Treviso cresce in fretta e passa da 13 a
21 attività. Per i parchi di divertimento in testa Napoli con 26
imprese. Per le discoteche capofila Milano con 92 imprese e Torino con
72. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui
dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2004 e 2005.
"Si tratta di dati molto positivi che risultano in controtendenza
rispetto a tutti gli indicatori economici negativi gravanti sul Paese
negli ultimi anni." Mario Di Gioia, presidente di
Assoartisti-Confesercenti, esprime una giusta soddisfazione e aggiunge
"che a fronte di questi apprezzabili risultati permane, ancora oggi,
purtroppo, una distonia fra la normativa vigente nello spettacolo del
nostro Paese e quella che si è evoluta negli altri Paesi ad economia
avanzata simili all’Italia. Difatti, in tutta la legislazione
internazionale il lavoratore dello spettacolo è inquadrato come un
lavoratore atipico, in parte autonomo, perché la sua attività si svolge
quasi esclusivamente in luoghi appartenenti ad imprenditori pubblici o
privati, dotati di un potere contrattuale prevaricante e condizionante.
Per dare più vigore allo sviluppo del settore, occorre una decisa azione
di Governo e Parlamento, che debbono promuovere il varo di alcune leggi
che diano risposte ad alcuni problemi, quali ad esempio:
Il riconoscimento della musica quale libera espressione culturale di
insostituibile valore sociale e formativo per la cultura nazionale in
ogni sua espressione o stile.
Una legge quadro che definisca l'assetto giuridico degli artisti, gli
organizzatori, i produttori, gli agenti, i rappresentanti, gli operatori
in generale, i quali con la loro attività professionale contribuiscono
alla realizzazione di attività musicali e di spettacolo.
I principi ed i presupposti che dovranno ispirare un disegno di legge
sulle attività musicali in generale, ovvero una Sezione autonoma di un
disegno di legge di riforma delle attività musicali, deve essere attuato
mediante distinti Regolamenti esecutivi ad iniziativa governativa, uno
dei quali dovrà interessare la musica popolare contemporanea.
La nuova normativa deve proporsi di dare riconoscimento legislativo a
tutte quelle forme ed espressioni del linguaggio musicale, ad oggi non
oggetto di disciplina normativa (attività musicali non sovvenzionate dal
FUS).
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