Assemblea elettiva Assoartisti
Roma, 17 maggio 2010

L’Assemblea costituente di Assoartisti tenutasi il 2 dicembre 2002 ha visto molteplici eventi caratterizzanti l’azione della nostra Federazione che ha saputo mettere in evidenza e dare soluzioni ad alcuni problemi che in quella Assemblea costituente fecero capolino in un comparto che faceva e fa’ fatica a farsi riconoscere come settore importante per l’economia del nostro Paese.
A distanza di otto anni, in uno scenario di società completamente diverso, pervasa dai mass media e caratterizzata dalla competitività del mercato globale e dalla crisi economica in atto che ha portato al collasso finanziario alcuni Paesi europei mettendo in pericolo la stessa affidabilità della moneta unica, e dove tutti i paesi dell’euro sono dovuti intervenire. Il nostro Governo ha ben operato sotto il profilo finanziario per salvare il sistema bancario italiano.
Quello che invece lamentiamo è il tardivo e carente intervento dello stesso Governo in favore dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori autonomi dello spettacolo, in particolare protestiamo per il mancato ripristino del FUS (fondo unico dello spettacolo) dove andava spostato la voce “spettacolo”dal capitolo delle “spese” a quello “investimenti”per dar il giusto ruolo alla cultura.
Di fronte all’aggravarsi della situazione economica del Paese, che nel 2009 non solo non è cresciuta, ma è diventato più povero, c’è un preoccupante vuoto d’iniziativa e il dibattito della classe dirigente non è adeguato all’ampiezza del ciclone che ci ha investito.
Lamentiamo ancora una visione incompleta della congiuntura economica, a causa della crisi aziendale ed occupazionale, che rischia di assumere le caratteristiche di crisi sociale.
A fronte di questa situazione la definizione della figura dell’Artista è diventata problematica a causa dei molteplici fattori connessi anche a nuove possibilità tecnologiche di produzione, diffusione e fruizione dei prodotti culturali.
Volendo evidenziare i punti di criticità ed intercettare i nuovi bisogni degli artisti nel panorama italiano, dalla formazione professionale al rapporto con il mercato, fino alle effettive chance di affermazione nei diversi contesti regionali, occorre partire da una riflessione attenta su alcuni nodi tematici che hanno profondamente condizionato i percorsi relativi ai cambiamenti della figura dell’artista e al suo legame con il contesto sociale.
L’artista post moderno, molto lontano dagli illustri predecessori, è un soggetto difficilmente annoverabile a canoni e cliché in auge nel passato a cominciare dalla perdita aurea dell’opera d’arte e ad un più generale ripensamento del suo stesso habitat naturale, sempre più distante da quello di elezione, estro creativo, stile e originalità che restano punti fermi della sua attività, anche se diversamente declinati a nuovi variabili interventi di cui non si può tener conto.
L’attuale panorama artistico è sempre più concentrato intorno ad un campo di forze che convengono nelle logiche proprie del marketing e nei più generali principi economici della domanda e dell’offerta.
Emerge così un’apertura verso le logiche proprie del mercato, ma anche, al tempo stesso, la necessità di non trasgredire la natura e le finalità di un comparto complesso, come quello artistico dove il contatto diretto fra i produttori e pubblici risulta essere una delle variabili più rilevanti e problematiche.
A tutto ciò si accompagna la difficoltà di dare una definizione largamente condivisa dell’artista e della sua professione; in questo un apporto importante è dato dall’UNESCO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura che definisce artista ogni persona che crea o partecipa con la sua interpretazione alla creazione o al rifacimento di opere d’arte, da ritenere la creazione artistica come un elemento essenziale della sua vita, che contribuisce in tal modo allo sviluppo dell’arte e della cultura, che è riconosciuta in quanto artista indipendentemente dal fatto di essere legata ad un vincolo di lavoro.
Già nella raccomandazione del 1980 vengono così riconosciuti valore e funzioni dell’arte e da parte dell’UNESCO, c’è una palese richiesta agli Stati membri di adottare misure volte a favorire il riconoscimento di libertà e diritti inclusi quelli morali, economici e sociali; in particolare a introiti e previdenza sociale.
Queste indicazioni auspicate ed in alcuni casi disattese, come in Italia, costituiscono la condizione necessaria per consentire ai professionisti di svolgere il proprio lavoro sostenuti dallo Stato e fuori dal cono d’ombra del precariato.
Ora grazie anche all’intervento di Assortisti che ha avuto un ruolo importante per l’indicazione che ha saputo suggerire, anche l’Italia, se va in porto questa legge che noi auspichiamo in tempi brevi, si doterà di regole che riguardano esclusivamente il lavoro del settore dello spettacolo e dell’Arte con agevolazioni e tutela che possono essere considerate soddisfacenti, certo non esaustive di tutte le esigenze degli artisti tutti.
Ma non ci siamo fermati qui.
Tutte le novità che sono state apportate sia a livello legislativo che a livello operativo con gli enti di riferimento, se si sono realizzate, questo è stato possibile grazie all’attivismo della nostra federazione.
Risolutivo è stato il nostro intervento per l’accredito dei contributi per i cantanti per l’attività svolta in sala di incisione. Un ruolo fondamentale abbiamo avuto per il riconoscimento dell’attività lavorativa dei DJ. La categoria ha quindi conseguito un riconoscimento della propria attività lavorativa anche da parte di autori ed editori. Primario è stato l’intervento per il riconoscimento della procedura online per il rilascio del foglio di agibilità.
Ci siamo rammaricati che la SCF non ha inteso ascoltare la nostra posizione, quantunque la Commissione Parlamentare Europea indica un unico soggetto per gli incassi, comunque non staremo a guardare.
Altro problema aperto è il contestato decreto recante le disposizioni urgenti in materia di spettacolo . . . (IMAIE).
L’IMAIE è l’Istituto privato mutualistico per la difesa dei diritti degli artisti interpreti esecutori e ha il compito di distribuire i soldi, che la legge riconosce agli artisti, per il lavoro che svolgono. Ad oggi i titolari di questo diritto sono circa 70.000 ed i soldi non ancora distribuiti sono 120 milioni di euro. Ora il Governo con la eventuale approvazione del decreto pensa ad una “nuova Imaie”. Tale decisione da noi non viene condivisa e ci opporremo a tale ipotesi.
La nostra azione è stata rivolta anche all’Europa. Costituendo NEMOGEI, siamo stati promotori dell’unico strumento per l’utilizzo dei fondi Europei del Programma Cultura 2007/2012. Il NEMOGEI ha delle difficoltà nel funzionamento, il nostro impegno è di superarle per attingere a tutte le opportunità che esso può dare.
Ci siamo attivati perché nelle Regioni, nelle Provincie e nei Comuni e in tutti gli altri enti pubblici fosse applicata la legge 717 del 1949 che destina il 2% dei fondi di costruzione e ricostruzione degli edifici pubblici all’arte e alla cultura.
Un altro aspetto caratterizzante l’attività di Assortisti, è il settore cinematografico.
In particolare abbiamo sostenuto il tax credit che è realtà ed è un importante strumento per finanziare il cinema.
Lunga è ancora la nostra azione per evidenziare e affrontare tutte quelle problematiche che per necessità di tempo qui non sono state toccate, ma che coinvolgono tutte le categorie assicurate all’Enpals.

PROGRAMMA ORGANIZZATIVO

Di fronte a questa nuove sfide e per consolidare e rilanciare la personalità della nostra Federazione occorre riattivare un modello organizzativo capace di catturare le novità e nello stesso tempo di metterle a servizio delle imprese, e del lavoratore autonomo (artista) al fine di una crescita continua della nostra Federazione.
La Federazione quindi deve dotarsi di una strategia, di un programma, di una progettualità che viva nel tempo come impegno costante e duraturo estendendo la sua presenza in tutte le sedi provinciali e regionali della Confederazione.
La professione degli operatori della cultura e dello spettacolo (artisti) è profondamente legata e radicata al mercato e si colloca in un ambito problematico che si differenzia da quello tipico della Confederazione senza che questo produca effetti distorcenti anzi ne estende la rappresentatività sindacale producendo nuovi servizi in un settore cardine del terziario innovativo.
Questo ha significato la reale disponibilità di accesso al sistema Confederale, garantendo alla base associativa l’utilizzo dei servizi collegati di consulenza fiscale, previdenziale, legale, e assicurativa; oltre che accedere a tutte le convenzioni stipulate dalla Confederazione.
Proprio per questa sua peculiarità, occorre sviluppare una progettualità pluriennale: e cioè lavorare non più sulla quotidianità, ma su obiettivi predisposti, raggiungibili, verificabili, nello spazio e nel tempo, mettendo in preventivo risorse umane e finanziarie.
Occorrono programmi di formazione volte all’aggiornamento degli associati come alla promozione della cultura dell’arte della comunicazione del marketing, iniziative sindacali diffuse nel territorio (rapporti Comuni e Regioni) anche in relazione alla prevista riforma del titolo V della Costituzione e centrali sui grandi e piccoli temi che coinvolgono l’impresa in quanto tale e il lavoratore autonomo dello spettacolo e le particolarità dell’artista.


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